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Rotary Club Avezzano
 
 
Il monte velino di Avezzano
 
 

Conviviale di presentazione del progetto "Sotto la città - 1915"

Il Rotary Club Avezzano ha avuto il piacere di presentare in una serata conviviale il cortometraggio sul tragico terremoto di Avezzano Sotto la città 1915, che nasce dal monologo teatrale scritto dal giovane attore e registra avezzanese, Domenico Tiburzi, in occasione del centenario e già diventato un libro.

La produzione è della "Milo Film" fondata ad Avezzano dalle giovanissime Valeria Tuzii Federica Di Marco, mentre a vestire i panni del protagonista sarà il noto attore avvezzanese Lino Guanciale. 

Le riprese partiranno a novembre a Collelongo, paese d'origine del padre di Guanciale, il dottor Clelio. 

Il Rotary club di Avezzano ha dato il suo contributo alla realizzazione del progetto insieme a sei imprenditori locali Leonardo Sterpetti, Roberta Cairoli, Claudio Scipioni, Federico Piccone, Giovanni Sestini Gianluca Muliere che, su invito dell'associazione, hanno deciso di sostenere l'iniziativa con una donazione.

Partecipe della serata anche Lino Guanciale che - in un video-messaggio proiettato a sorpresa in sala - ha affermato che "L'arte e la bellezza di un piccolo film possono rappresentare un modo per rielaborare un evento drammatico preservando la memoria della nostra storia".

Sotto la città 1915 narra una storia tragica al limite del fantastico, dai toni umani e carichi di verità, in grado di unire le storie di persone lontane nel tempo e nello spazio nel nome di una tragedia comune. La vicenda di Tito, un giovane avezzanese del 1915, si interseca con quella di Berardo, un aquilano del 2009. Tito è sepolto sotto le macerie di Avezzano da quel lontano 13 gennaio 1915 quando viene improvvisamente svegliato da una nuova e violenta scossa di terremoto, quella del 6 aprile 2009.

Il giovane sente gridare un uomo dall'altra parte di un muro, si tratta di Berardo, rimasto appena intrappolato dal crollo della sua casa all'Aquila. Il giovane avezzanese, ignaro di trovarsi in un'altra epoca, inizia a ricordare gli ultimi momenti prima della scossa. I suoi ricordi sono quelli di una città che non esiste più e di cui non c'è memoria perché il terremoto ha cancellato tutto ciò che è stato prima.

Nel finale Tito diventa quel familiare rimasto per sempre sepolto sotto la città, mentre le grida di aiuto lanciate da Berardo saranno affidate all'intuito del telespettatore chiamato a scegliere per lui un finale lieto o dai toni tragici.

Riportando le parole del Presidente Carlo Caroli: "Una storia che parla dell'identità del popolo marsicano nel ricordo di fatti storici che caratterizzano la nostra terra modellata da eventi avversi, caratterizzata da resilienza, testardaggine, gentilezza e umiltà al tempo stesso, raccontata da giovani talenti del territorio, che il Rotary Avezzano ha deciso di sostenere nell'intento di promuovere le iniziative di auto-imprenditorialità di giovani e valenti ragazzi impegnati a realizzare un grande sogno che richiede coraggio e supporto, in accordo con i principi rotariani di sviluppo del territorio, sostegno ai giovani, diffusione della cultura".

24-05-2019